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Giornata Nazionale Palestinese e Giornata di Solidarietà internazionale con il popolo palestinese – 29/11/2015

Signori Onorevoli,

Eccellenze Ambasciatori e Corpo Diplomatico,

Care amiche e cari Amici,

Ringrazio tutti i presenti per la partecipazione alla Celebrazione di due giornate importanti per il nostro popolo: il 15 novembre, la Giornata Nazionale Palestinese e il 29 novembre Giornata di Solidarietà internazionale con il popolo palestinese sancita dall’ONU con la risoluzione 32/4 del 1977.

Il 15 novembre 1988, il Consiglio Nazionale Palestinese dichiarò la nascita dello Stato di Palestina, proclamazione annunciata dal Presidente Yasser Arafat, leader e simbolo della lotta del nostro popolo per la libertà dal 1965 fino al suo assassinio nel 2004. Festeggiamo questa giornata perché, per noi, è un’espressione dell’orgoglio nazionale e attaccamento del popolo palestinese alla sua storia e alle sue radici alla sua terra.

Il 29 novembre del 1977 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclama questa data come giornata internazionale di solidarietà con i diritti del popolo palestinese. Celebriamo questa data perché è un riconoscimento delle Nazioni Unite che i diritti del popolo palestinese sono calpestati e bisogna tutelarle e perché, la questione palestinese è strettamente legata alle Nazioni Unite, grazie alle risoluzioni adottate dai suoi diversi organismi ed agenzie che riflettono la responsabilità internazionale nei confronti del nostro popolo e in particolar modo dei rifugiati.

Vorrei ribadire che il popolo palestinese aspira e si augura un ruolo maggiore delle Nazioni Unite che garantisca i suoi legittimi diritti come espresso nelle sue risoluzioni.

Voglio ricordare che le Nazioni Unite che hanno emanato decine di risoluzioni riguardanti la questione palestinese: dalla risoluzione della spartizione della Palestina nel 1947 fino ad oggi.

Il 29 novembre del 2012, 138 Paesi Membri, compresa l’Italia, dell’Assemblea delle Nazioni Unite hanno votato a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina come Stato Membro osservatore dell’Assemblea.

Il 30 settembre, 119 Paesi compresa l’Italia, hanno votato a favore l’innalzamento della bandiera palestinese nel Palazzo dell’ONU.

Il parlamento dell’Unione Europea decide che i prodotti israeliani degli insediamenti devono avere un’etichetta che indichi la provenienza.

Sono dei passi molto importanti, ma non bisogna fermarsi, bisogna impegnarsi per applicare tutte queste risoluzioni perché Israele continua a respingerle, a non rispettarle, continua la sua politica di aggressione nei territori occupati; oltre alle tre guerre scatenate sulla Striscia di Gaza con delle conseguenze catastrofiche, le forze di occupazione continuano la politica di repressione in Cisgiordania: uccisione a sangue freddo, arresti e confisca sistematica delle terre palestinesi per costruirne insediamenti illegali.

Negli ultimi mesi Israele sta intensificando la sua aggressione sulla città di Gerusalemme e contro i suoi cittadini: scavi che minacciano i luoghi sacri, check points militari che impediscono ai nostri cittadini di accedere ai luoghi di culto musulmani e cristiani. Tutto questo ha indotto il popolo palestinese alla rivolta popolare delle ultime settimane, nata dalla disperazione del nostro popolo e dei suoi giovani che non hanno mai visto un giorno di libertà.

La risposta israeliana alla rivolta civile del nostro popolo è di una violenza inaudita: uccisione a sangue freddo, anche all’interno degli ospedali, ferimenti, arresti e trattamenti disumani.

Purtroppo però i media mondiali non sono obbiettivi nel trasmettere la grave realtà in cui questa ultima escalation delle forze d’occupazione ha causato fino ad oggi 90 martiri, migliaia di feriti e migliaia di arresti.

Mi chiedo se tutto questo non è terrorismo di stato?

In questi giorni viviamo un’ondata di terrorismo, dall’abbattimento dell’aereo russo, con 224 vittime; gli attentati a Beirut che hanno causato 43 martiri e 240 feriti, agli attentati di Parigi che hanno causato 129 vittime e altre centinaia di feriti.

Noi palestinesi, vittime del terrorismo, condanniamo con forza qualsiasi atto terroristico, consapevoli che i suoi ideatori mirano a ledere e a destabilizzare le democrazie e la convivenza civile e pacifica tra i popoli.

La leadership palestinese, con a capo il presidente Mahmoud Abbas ha dimostrato durante più di venti anni di negoziati, la reale volontà di arrivare ad una soluzione politica del conflitto, che dia al popolo palestinese i suoi legittimi diritti, perché è l’unica strada per una pace duratura e per la stabilità e sicurezza, non solo in Medio Oriente, ma anche in tutto il mondo: invece i governi d’Israele, ed in particolare il governo di Netanyahu ha scelto la via degli insediamenti, il muro di separazione razziale, l’ebraicizzazione di Gerusalemme e le aggressioni militari.

Chiediamo alle Nazioni Unite, all’amministrazione americana, all’Unione Europea e a tutta la Comunità Internazionale di intervenire immediatamente per fermare la prepotenza del governo israeliano e indurre Israele a rispettare e applicare la legalità e le leggi internazionali che sanciscono la fine dell’occupazione, il diritto al ritorno dei profughi palestinesi proclamato nella risoluzione 194 delle Nazioni Unite, e le creazione dello Stato di Palestina sui territori occupati nel 1967 e con Gerusalemme est capitale.

Voglio ringraziare l’Italia che ha sostenuto da sempre la causa del nostro popolo a livello politico ed economico con decine di centinaia di progetti di sviluppo.

Invitiamo la comunità internazionale, tutte le donne e gli uomini liberi amanti della pace di agire nell’interesse della sicurezza e la stabilità mondiale.

Ringraziamo l’Italia, l’ONU, l’Unione Europea, tutti i Paesi democratici e tutti gli uomini e le donne che si impegnato attivamente per la giustizia in Palestina.

Ci sono migliaia di prigionieri palestinesi ed arabi nelle carceri israeliane che devono essere liberati.

C’è un’occupazione che deve finire subito.

Viva la Palestina.

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